Oggi vi presentiamo Duccio Armenise: fondatore di Corsidia

Duccio_Armenise-CorsidiaQuesta settimana sono lieto di presentarvi un brillante e poliedrico ragazzo di 35 anni che ho conosciuto la scorsa primavera: Duccio Armenise.

S.A. Studio Santagostino era alla ricerca di una piattaforma online specializzata nella comunicazione di contenuti per promuovere percorsi di Formazione Manageriale e così ho avuto modo di conoscere Corsidia, ed il suo fondatore.

Ho pensato di intervistarlo perché la sua non è la classica storia dello “startupper” di successo ma, piuttosto, quella di un ragazzo che fra tante vicissitudini è riuscito a costruirsi da solo il proprio lavoro.

Duccio di cosa ti occupi?

Intanto ti ringrazio per avermi considerato ancora un “ragazzo”! Come hai anticipato, ho fondato Corsidia. Si potrebbe definire un motore di ricerca dedicato al mondo della formazione, ma con una peculiarità: a differenza dei motori di ricerca classici che si limitano a presentare tutti i risultati per la tua richiesta, noi presentiamo volutamente pochi risultati perché selezioniamo gli Enti coi quali vogliamo collaborare e monitoriamo le opinioni dei loro studenti. In questo modo facciamo del nostro meglio per offrire agli utenti di Corsidia solo i corsi più validi.

Può sembrare uno slogan ma, purtroppo, di cialtroni è pieno il mondo della formazione. È di pochi giorni fa la notizia di un ragazzo che si è tolto la vita perché ha scoperto che il suo certificato da Operatore Socio Sanitario, faticosamente ottenuto e lautamente pagato, in realtà non aveva alcun valore. Ho subito mandato l’articolo ai miei collaboratori, sia per verificare che con questo ente di “formazione” non avessimo nulla a che fare (e posso confermarlo), sia per ricordare a tutti noi per chi lavoriamo.

Come ti è venuta l’idea di Corsidia?

Nonostante abbia conseguito la laurea in biomedica e aver intrapreso un percorso professionale in un gruppo bancario, mi chiesi quale talento avessi davvero. Guardandomi indietro mi resi conto di un pattern ricorrente nella mia vita professionale: ogni che ne avevo la possibilità, programmavo. Per gli ultimi esami della laurea avevo molto margine di scelta, ma decisi di affrontare un esame difficilissimo solo perché prevedeva lo sviluppo di una piattaforma web, partendo da zero. Fra tutti, nonostante si trattasse di realizzare il tutto per una ASL fittizia, fu quello che mi diede maggiori soddisfazioni. In banca il mio ruolo non aveva niente a che fare con l’informatica, ma allo stesso modo trovai la scusa per programmare: aiutare i miei colleghi a consultare lo storico dei servizi venduti. Avrei altri esempi, ma qui sarebbero troppi.

Dopo aver abbandonato anche questa esperienza professionale, mi ritrovai per la seconda volta al verde e decisi quindi di fondare la mia web agency: NemboWeb.

Uno dei nostri primi clienti fu proprio WorldBridge, la scuola di lingue. Nel tempo mi appassionai sempre di più al settore della formazione e quindi, non potendo più gestire decine di progetti tutti differenti, trasformai NemboWeb in un servizio dedicato al mondo della formazione: Corsidia.

Perché l’hai chiamata così?

In effetti, c’è un aneddoto che riguarda il nome. La mia socia di allora, Marta, decise di non seguirmi in quest’avventura perché amava dedicarsi maggiormente al lavoro in web agency e in particolare poter seguire tanti progetti diversi. Mi aiutò però allo stesso modo durante le fasi iniziali.

Dopo mesi passati a scervellarci, non sapevamo proprio come chiamarla questa nostra piccola creatura. Così Marta iniziò a sviluppare la grafica della homepage senza ancora avere il nome. In cima alla pagina mettemmo la funzione di ricerca dei corsi che era fatta più o meno così:

“Corsi di __ a __  [cerca!]”

L’idea era che l’utente compilasse i due campi e poi premesse sul pulsante “cerca!”.

Rimanemmo a guardare per un po’ quel form così semplice prima di renderci conto che, togliendo i campi e il pulsante,… voilà! Ecco il nome perfetto!

Dove lavori?

Quando sono in ufficio lavoro a Milano, in zona Isola, all’interno dello splendido coworking YoRoom. Mi definisco però un “digital nomad” perché posso lavorare in qualunque posto dove ci sia una buona connessione internet.

Qual è la struttura di Corsidia?

È un po’ presto per parlare di ruoli aziendali ben definiti perché siamo ancora un team piuttosto ristretto. In Corsidia sono sia il manager che lo sviluppatore principale. Avendo la responsabilità di gestire questa “Casetta Digitale” interagisco con tutti: i clienti, l’account manager, i programmatori, i partner, gli stakeholders, il commercialista etc.

La prima versione la scrissi personalmente, ora gestisco un piccolo team di collaboratori. Il mio obiettivo è quello di offrire un servizio sempre più performante e che sempre più persone lo vogliano utilizzare. Per riuscirci devo fare in modo che i nostri potenziali clienti sappiano di noi, ci scelgano e poi ritornino sempre più soddisfatti. Ne consegue, of course, che dobbiamo continuare a sviluppare il servizio in modo da renderlo che sia sempre più utile per i nostri clienti.

Quali sono state le maggiori sfide che hai dovuto affrontare dentro e fuori Corsidia?

Decidere cosa fare ogni giorno, bilanciare urgenze e priorità è la sfida quotidiana più difficile. Mi piace fare tante cose e vorrei avere il tempo di farle tutte. Purtroppo, o per fortuna, il tempo è l’unica risorsa che ha valore uguale per tutti.

In che modo ha impattato la tua formazione per il progetto Corsidia?

Dopo il diploma in Elettronica e Telecomunicazioni, ho conseguito la Laurea in Ingegneria Biomedica (BSc). Passare dalla Biomedica allo sviluppo di piattaforme web e infine al digital marketing è stato un percorso abbastanza tortuoso, ma certamente gli studi di ingegneria mi hanno aiutato molto nello sviluppare la capacità di approcciare problemi complessi e apprendere nuove competenze tecniche. Penso che al giorno d’oggi la cosa più importante sia imparare ad imparare. Oltre a questo, dopo la laurea, come ho detto prima ho avuto un paio di periodi di disoccupazione. Grazie ai fondi messi a disposizione per la formazione dei disoccupati ho potuto frequentare due corsi. Con il primo ho imparato le basi del web design e con il secondo a programmare.

Quali sono stati i principali step di carriera che hai avuto?

Tutti i passi in avanti e anche qualche salto nel buio, li ho intrapresi in risposta alle difficoltà del  mondo del lavoro. A differenza di tanti miei coetanei/amici, infatti, non ho avuto la fortuna di trovare un capo sotto la cui guida poter dare il meglio di me. In alcuni casi non fu colpa loro perché non avevo ancora ben chiaro cosa volessi fare “da grande”. In particolare, ricordo il mio collega Edoardo che mi ha insegnato tutte le cose più importanti che bisogna sapere sul lavoro in azienda.

Fa molta paura l’idea di diventare il capo di se stesso e, quel che è peggio, tutta quella paura è molto, molto giustificata. Senza dei veri fallimenti, non avrei mai trovato il coraggio e la motivazione necessari per mettermi in gioco.

Come pensi che la tecnologia impatterà sul settore in cui opera Corsidia?

L’impatto sarà distruttivo su tutte le attività automatizzabili. Ad esempio, le traduzioni linguistiche come le conosciamo oggi saranno prima o poi spazzate via dall’intelligenza artificiale. Forse non del tutto, ma in larga parte sì.

La stessa cosa, però, non avverrà con lo studio delle lingue e l’apprendimento in generale. Per almeno un buon motivo: le persone non smetteranno mai di voler interagire con altre persone, specialmente nelle situazioni emotivamente impegnative. Imparare qualcosa di nuovo è molto faticoso, seppur estremamente gratificante.

Ricordo sempre il momento in cui imparai a nuotare. In un momento preciso, grazie allo studio del problema di “come stare a galla” e come risolverlo, iniziai davvero a “volare sull’acqua”. Un attimo prima l’acqua era un elemento pericoloso, pronto a uccidermi su cui mi sembrava impossibile poter galleggiare. E un attimo dopo… eccomi lì a fluttuare cullato dalle onde! La stessa sensazione la provai quando arrivai finalmente ad un livello decente di inglese. Mi si aprì un nuovo mondo, molto più vasto del precedente. O quando imparai a programmare. Non è un caso che, prima di fondare Corsidia, ho co-fondato una scuola di lingue: WorldBridge.

E come impatterà la tecnologia nel ruolo professionale che ricopri?

Tutti i nostri attuali canali di digital marketing dovranno evolversi o verranno travolti. Per esempio oggi solo il 10% delle ricerche effettuate sul web viene fatto con la voce, tramite assistenti vocali. L’anno prossimo, con la maggiore diffusione dell’intelligenza artificiale, si prevede che tale numero aumenterà fino al 50%. La quarta rivoluzione industriale, l’industria 4.0, sta arrivando! C’è poco da fare. O meglio, c’è un’unica cosa da fare: sperimentare le nuove tecnologie e adottare il prima possibile le migliori.

Cosa consiglieresti a un giovane che vuole intraprendere una carriera come la tua?

Gli direi: impara a creare una forte stabilità interiore; è indispensabile per navigare nel marasma che ti aspetta, quello del mondo del lavoro. Se non hai un piano per te stesso, altri lo avranno per te. Se non sai cosa fare “da grande” sperimenta tante cose diverse per toglierti i dubbi e capire il prima possibile dove puoi dire la tua. Dove puoi mettere a frutto il tuo talento per essere utile agli altri. Quando guardi a una persona di successo e aspiri a essere come lei, che si tratti di un imprenditore famoso, di un medico o di un cantante, nota quante altre persone ha reso felici grazie al suo lavoro.

Noi di S.A. Studio Santagostino offriamo corsi di Alta Formazione in ambito Soft Skills, Marketing, Finance ed Esperienziale

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